Sintesi della tavola rotonda sulla nuova contrattazione collettiva ed i riflessi sulle politiche attive del lavoro

Ampiamente riconosciuta, da tutti gli intervenuti, la centralità del ruolo dei Consulenti del lavoro “Arbitri” tra imprese e lavoratori nella gestione delle dinamiche contrattuali, in special modo, alla luce dell’accordo quadro del gennaio 2009.

Tavola rotonda sulla nuova contrattazione collettiva ed i riflessi sulle politiche attive del lavoro

 

Grande apprezzamento per l’iniziativa del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dell’Unione Provinciale ANCL di Messina dalle parti sociali protagoniste della tavola rotonda sul nuovo modello contrattuale  e sulle politiche attive del lavoro.

Ampiamente riconosciuta, da tutti gli intervenuti, la centralità del ruolo dei Consulenti del lavoro nella gestione delle dinamiche contrattuali, in special modo, alla luce dell’accordo quadro del gennaio 2009.  

Alla presenza delle tre organizzazioni sindacali dei lavoratori (Ccgil, Cisl e Uil) da una parte ed i rappresentatnti datorili dall’altra (Confindustria, Api industria, Confocommercio, Cna), dopo una puntuale relazione introduttiva a cura del Dott. Maurizio Adamo, Presidente del Centro Studi dei Consulenti di Messina, il dibattito si è sviluppato, partendo dalle singole posizioni, per concludersi con l’impegno comune ad istituire un osservatorio sulle politiche occupazionali.

L’osservatorio avrà l’obbiettivo di produrre proposte concrete al mondo politico, per il rilancio dell’occupazione nella provincia di Messina. 

 

Gli interventi dei partecipanti

CGIL – Lillo Oceano – nel precisare le motivazioni che hanno spinto la Cgil a non sottoscrivere l’accordo quadro del gennaio 2009, ha fatto presente che comunque, l’organizzazione sindacale da lui rappresentata, non ha fatto mancare il suo consenso al rinnovo di vari contratti collettivi nazionali, ove negli stessi sia stato ravvisato il soddisfacente grado di tutela dei propri iscritti.

 

CISL- Enzo Cambria - ribadisce l'essenzialità di un confronto tra le parti sociali; “solo collaborando e lavorando insieme verso obiettivi comuni  si può dare un contributo effettivo per lo sviluppo delle politiche attive al lavoro; l'accordo firmato dalle parti sociali che innova la contrattazione collettiva, avvantaggerà certamente i lavoratori che si troveranno sicuramente qualcosa in più in busta paga!

 

UIL – Costantino Amato : un plauso ai Consulenti del Lavoro per l'opportunità del confronto tra le parti sociali; oggi il Consulente del Lavoro funge da “Arbitro” tra imprese e lavoratori; il datore di lavoro si fida ciecamente del proprio Consulente e il professionista stesso è colui che percepisce appieno il valore della componente lavoro, senza il cui apporto l'azienda non può crescere.

Secondo Amato è necessario individuare un modello che tuteli il potere d'acquisto delle retribuzioni; la contrattazione collettiva di 2 livello può fornire vantaggi enormi alle imprese, ma è opportuno che esista un tessuto economico di imprese adatte a utilizzare questi strumenti. Bisogna scommettere sul lavoro, premiando le imprese che non licenziano, ma che assumono, che investono in innovazione e sviluppo; è opportuno che anche le istituzioni forniscono il loro apporto, lottando contro l'evasione fiscale e contributiva  e garantendo l'accesso al credito alle Pmi.

 

Confindustria – Ivo Blandina: il Presidente di Confindustria Messina è piuttosto realista; la crisi ha messo in ginocchio molte imprese; l'accordo firmato tra le parti sociali può avere una sua utilità, le relazioni sindacali e industriali sono fondamentali anche a livello locale, tuttavia le imprese messinesi scontano un costo del lavoro elevato, con dei costi indotti ancora più alti dovuti alle inefficienze che contraddistinguono il nostro territorio (collegamenti, mancanza di infrastrutture, burocrazia asfissiante, assenza della politica).

 

PMI – Cosimo Genovese: secondo Genovese, occorre un salto di qualità nelle politiche delle relazioni sindacali e industriali; “i confronti non devono essere sempre incentrati solo sul giusto equilibro tra retribuzione e prestazione lavorativa; il mercato è cambiato e non siamo adeguati alla realtà attuale. È fondamentale produrre più ricchezza e successivamente redistribuire tali risorse in maniera equa tra imprese e lavoratori”. Il Presidente di categoria tira, infine, l'orecchio agli enti pubblici, che assumono in quantità eccessiva, sottraendo risorse necessarie alle imprese per crescere e prosperare.

 

Confcommercio – Aurelio Giordano: secondo il rappresentante di confcommercio è indispensabile allargare la platea delle aziende che possono ricorrere alla contrattazione decentrata; è necessario prima di ciò, far emergere l'economia sommersa in modo da migliorare “la tonicità economica delle aziende, dei lavoratori e del territorio”. Occorre però che le Istituzioni dialoghino tra di loro e si mostrino più disponibili verso le organizzazioni sindacali.

 

Artigianato – Vito Siracusano: il rappresentante degli artigiani presenta l'enorme difficoltà che la categoria attraversa; a gennaio solo 10 iscrizioni  all'albo artigiani contro le 56 cancellazioni; dati sconcertanti che riflettono appieno la crisi economica che il sistema produttivo locale sta attraversando. Secondo Siracusano, occorre migliorare le politica attive del lavoro, facilitando anche l'accesso al credito alle piccole imprese artigiane, che oggi se non sono in regola con i pagamenti dei contributi e non hanno un Durc positivo, non possono nemmeno presentare il bando per contributi a fondo perduto.

Il rappresentante in chiusura propone la firma di un protocollo d'intesa tra le parti che dia un “seguito” all'incontro assai proficuo organizzato dai Consulenti del Lavoro.



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