Lo Statuto speciale della regione Sicilia

“Lo Statuto speciale della regione Sicilia non ha in effetti bisogno di essere modificato ma solo di essere attualizzato nel linguaggio”.
Con queste parole il Dott. Massimo Costa, professore ordinario presso l’Università degli studi di Palermo ha iniziato la sua relazione dopo i saluti istituzionali.
Per il Prof. Costa infatti il vulnus dello Statuto sta nel linguaggio a tratti desueto che si presta ad una interpretazione capziosa e restrittiva e ne impedisce la piena attuazione.
L’incontro voluto dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Messina per cercare, partendo da un’analisi storico politica di far luce su possibili soluzioni che se poste in essere potrebbero, in attuazione dello Statuto far crescere l’occupazione in Sicilia restituendo contemporaneamente competitività alle aziende del territorio.
Il Prof. Costa ipotizza ad esempio la possibile realizzazione di un mini statuto dei lavoratori siciliano che potrebbe, unitamente alla realizzazione della completa autonomia fiscale della regione, portare all’aumento del salario netto mediante la riduzione del cuneo fiscale, anche se limitatamente all’Irpef, anche a fronte di una riduzione del lordo, sempre nel rispetto dei minimi di legge e dei diritti acquisiti. Ciò consentirebbe un risparmio alle aziende.
Un breve cenno anche ad una previdenza regionale, che però lo stesso relatore definisce quasi solo un esercizio di stile, potrebbe completare la cornice nella quale rilanciare l’occupazione nell’Isola.



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