IL NUOVO SISTEMA PREVIDENZIALE DEI CONSULENTI DEL LAVORO

Catania 23 aprile 2012 – il commento del delegato enpacl della provincia di Messina

 

 

Pubblichiamo il commento del delegato Enpacl della provincia di Messina

Andare in pensione e godere di un trattamento economico adeguato è certamente uno dei temi che preoccupa maggiormente l’intera platea dei professionisti. Così ad impensierire ulteriormente la categoria dei Consulenti del Lavoro e delle altre categorie professionali interviene uno dei provvedimenti del Governo Monti, la c.d.”manovra salva Italia” varata con il D.L. 6 dicembre 2011, n.201 (art.24 comma 24) imponendo agli enti previdenziali privatizzati la garanzia di una sostenibilità parametrata non più agli attuali 30 anni ma, ai 50 anni, e minando così di fatto l’autonomia e l’indipendenza delle casse dei professionisti. In sostanza, il Governo pretende, in sede di predisposizione dei bilanci tecnici, un saldo previdenziale positivo lungo un arco temporale di 50 anni, ovvero, un equilibrio di gestione fra entrate per contributi e uscite per prestazioni, dal periodo attuale fino all’anno 2062, equilibrio che dovrà, appunto, essere garantito senza tener conto dei cospicui patrimoni acquisiti fino ad oggi dagli enti di previdenza, a garanzia delle future pensioni.

Quindi, secondo le prescrizioni dell’Esecutivo, non sembrerebbe esserci alcuna possibilità, da parte degli Enti, di avvalersi della propria dote patrimoniale in sede di stesura dei bilanci tecnici.

E, se l’indicazione del Ministro Elsa Fornero di non considerare, nelle stime attuariali ai fini della sostenibilità, il patrimonio mobiliare e immobiliare degli enti trova, a mio modesto avviso, una valida spiegazione logica, in quanto sostenere l’esatto contrario equivarrebbe a giustificare il comportamento di un qualsiasi imprenditore che per pagare gli stipendi ai propri dipendenti decidesse di alienare gli immobili nei quali esercita l’attività, al contrario appare non condivisibile il principio secondo cui non si possa tener conto, ai fini del citato conteggio, delle rendite generate dallo stesso patrimonio (ad esempio i canoni derivanti dalla locazione di immobili, le rendite finanziarie ecc.).

Tuttavia, le notizie apparse di recente sugli organi di stampa lasciano preludere a segnali di apertura da parte del Governo nei confronti delle casse di previdenza. Infatti il ministro Fornero, nel ribadire un secco “no” all’utilizzo generalizzato del patrimonio nel calcolo per assicurare la sostenibilità a prova dei 50 anni e auspicando un passaggio complessivo al sistema di calcolo contributivo pro-rata delle pensioni, ha anche confermato l’intenzione dell’esecutivo di consentire, ai fini della valutazione della sostenibilità, l’utilizzo dei rendimenti generati dal patrimonio.

Pertanto, gli istituti previdenziali dovranno compiere, entro il 30 settembre prossimo (il termine del 30 giugno è stato prorogato dal D.L. Milleproroghe), il processo di riforma e, se entro i termini prescritti, non saranno in grado di assicurare ai ministeri vigilanti la possibilità di poter pagare le prestazioni per cinque decenni scatterà, per tutti gli iscritti, il sistema di calcolo contributivo delle pensioni.

Il suddetto modello di calcolo funziona , a grandi linee, come un libretto di risparmio nel quale il lavoratore versa ogni anno i contributi in base ad una percentuale del proprio reddito e fino al raggiungimento di una certa soglia definita “massimale contributivo” previsto dall'art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995 (euro 93.622 nel 2011), superata la quale non è dovuta più alcuna contribuzione. I contributi versati costituiscono il montante contributivo e, ad un tasso legato alla dinamica quinquennale del P.I.L., producono una sorta di interesse composto. Di conseguenza maggiore sarà la crescita economica dell’Azienda Italia, maggiori saranno le rendite su cui potranno contare i lavoratori. La pensione sarà calcolata applicando, al montante contributivo individuale rivalutato, un coefficiente, detto di trasformazione, relativo all’età del lavoratore e alla data di decorrenza della pensione che convertirà i contributi versati in trattamento pensionistico.

Tale sistema, come è facile intuire, differisce notevolmente dal sistema retributivo in cui, il sistema di calcolo della pensione non è vincolato alla contribuzione accreditata a favore del lavoratore nell’arco dell’intera sua vita lavorativa, bensì commisurato all’anzianità posseduta all’atto della cessazione e al reddito percepito nell’ultimo periodo lavorativo. Il principio su cui si regge il modello retributivo è quello della solidarietà, sacrificato, invece, nel modello contributivo.

Quanto descritto ha, comprensibilmente, generato un clima di grande preoccupazione tra i vertici della nostra categoria impegnati, già da tempo, nel definire e presentare le proposte di modifica al nostro ordinamento professionale, che dovranno essere recepite dal Legislatore e confluire successivamente nei DPR attuativi della riforma delle professioni (introdotta dal D.L. 138/2011) entro il 13 agosto 2012.

Al di là dei citati provvedimenti legislativi, il processo di riforma della nostra previdenza di Categoria era già stato avviato da parte dell’E.N.P.A.C.L. sin dal settembre 2011. Infatti, una commissione appositamente costituita, formata da 21 Delegati in rappresentanza di ciascuna Regione, nonché da altri componenti designati dal Consiglio Nazionale del Consulenti del Lavoro, ha elaborato dopo attente analisi e valutazioni, varie proposte di modifica all’attuale modello contributivo-pensionistico, tali da garantire la sostenibilità del nostro sistema previdenziale per un arco temporale non inferiore ai 50 anni.

Il 28 marzo scorso, l’Assemblea dei Delegati ha avuto modo di esaminare le varie ipotesi di riforma del sistema previdenziale dell’Ente, ampiamente illustrate ed argomentate dalla Dott.ssa Micaela Gelera (attuario). L’occasione ha così permesso ai presenti di poter conoscere meglio e più nel dettaglio gli orientamenti della “commissione riforma” così da consentire ad ognuno di riflettere ed esporre le proprie osservazioni a riguardo, con l’intento di giungere a scelte il più possibile condivise, scelte che dovranno, in seguito, essere approvate in tempo utile per la delibera assembleare prevista per il prossimo mese di giugno.

In particolare, l’attenzione si è focalizzata su 7 possibili scenari di riforma frutto del complesso e proficuo lavoro svolto nei mesi precedenti dall’apposita commissione. Gli scenari prevedono essenzialmente l’introduzione del metodo di calcolo contributivo della pensione; l’innalzamento del requisito anagrafico di accesso alla pensione di vecchiaia, che dovrebbe essere aumentato con gradualità dal 01/01/2013 fino ad arrivare ad un massimo di 70 anni a partire dal 01/01/2019 in poi; il contributo soggettivo dovrà essere calcolato in percentuale sul reddito annuo professionale prodotto nell’anno precedente, quale risulta dalla relativa dichiarazione fiscale; l’aliquota contributiva soggettiva dovrebbe attestarsi nella misura del 12% circa, del reddito professionale annuo; Il livello della contribuzione annua minima, rapportato ai mesi di effettiva iscrizione, dovrebbe attestarsi dal 2013 in poi attorno a 2.600,00 euro circa, ovviamente, rivalutato anno per anno in funzione del tasso annuo di inflazione monetaria rilevato dall’Istat nell’anno precedente quello da rivalutare.

Coloro che si iscrivono per la prima volta, ed al momento dell’iscrizione hanno meno di 35 anni di età, avranno facoltà di chiedere la riduzione al 50% dell’aliquota del contributo soggettivo, per l’anno di iscrizione e i 2 anni successivi. Tale riduzione comporterà la corrispondente riduzione al 50% della contribuzione annua minima. I pensionati iscritti dovranno versare la contribuzione soggettiva nella misura ordinaria ed avranno la facoltà di chiedere la riduzione al 50% dell’aliquota del contributo soggettivo, fermo restando l’obbligo alla contribuzione soggettiva nella misura minima.

Per quanto riguarda il contributo integrativo tutti gli iscritti, ivi compresi i pensionati che proseguono nell’esercizio della professione, saranno tenuti a versare all’Enpacl un contributo la cui aliquota dovrebbe essere fissata in una misura compresa tra il 2% e il 4% da calcolare sui compensi rientranti nel volume di affari IVA. Tale contributo dovrà essere corrisposto, indipendentemente dal possesso della partita IVA, nella misura minima di euro 300,00 rivalutata di anno in anno.

Si tratta, ovviamente, di previsioni e di ipotesi che dovranno trovare ulteriore conferma e condivisione da parte del maggior numero possibile di iscritti, ma che lasciano, tuttavia già, intravedere quanto profondo sarà il cambiamento rispetto alle attuali regole.

Tra gli altri temi principali dell’Assemblea la revisione del Regolamento di attuazione dello Statuto, in particolare: l’adeguamento delle modalità di presentazione di domande e dichiarazioni da parte degli iscritti alle nuove tecnologie (posta elettronica certificata o altri strumenti telematici messi a disposizione dell’Ente); la facoltà per i pensionati iscritti di corrispondere il contributo soggettivo in misura ridotta del 50%; lo spostamento al 31 luglio del termine per la presentazione della comunicazione all’Ente relativa all’ammontare dei compensi rientranti nel volume d’affari IVA. Da quest’anno, tale comunicazione dovrà pervenire esclusivamente per via telematica e contenere anche l’indicazione del proprio reddito professionale. Altre novità riguardano la riscossione dei contributi soggettivi ed integrativi: Il Consiglio di Amministrazione potrà pervenire ad una convenzione con l’Amministrazione finanziaria per l’utilizzo delle modalità di riscossione previste dal D.Lgs n. 241/97 (tramite mod.F24). Inoltre sarà data facoltà agli iscritti di versare il contributo integrativo in quattro rate mensili di pari importo. Per quanto attiene i mutui per l’acquisto, la costruzione, l’ampliamento e la ristrutturazione della prima casa e/o dello studio professionale, viene elevato a 250.000,00 euro l’importo concedibile in convenzione.

I Delegati, il 28 marzo 2012, hanno approvato all’unanimità le proposte di modifica al Regolamento. Tali modifiche sono ora sottoposte ai Ministeri vigilanti per la prescritta, definitiva approvazione.

 

Il Presidente dell’ E.N.P.A.C.L. Alessandro Visparelli ha preannunciato una serie di incontri sul territorio nazionale, finalizzati a promuovere le ragioni del cambiamento, rappresentare nel dettaglio le ipotesi di modifica all'attuale sistema previdenziale dell'Enpacl nonché raccogliere spunti e suggerimenti da parte di tutti i Consulenti del Lavoro.

 

Colleghi, io penso che in questo momento, nessuno sia in grado di sapere quanto cambierà la previdenza dei professionisti dopo la riforma voluta dal Governo Monti, ma all’orizzonte lo scenario che sembra profilarsi è quello di ulteriori sacrifici economici e di un cambio radicale per tutti.

Il Presidente Alessandro Visparelli insieme agli altri componenti del Consiglio di amministrazione, sin dal loro recente insediamento, hanno dimostrato in più occasioni, di saper affrontare con responsabilità e determinazione situazioni non sempre facili.

Auspico, pertanto, che si possano trovare, con l’ausilio di tutti, le soluzioni migliori per tutelare le migliaia di iscritti, che nel perdurare di una pesante crisi economica stanno facendo enormi sacrifici per assicurarsi un futuro pensionistico adeguato. La scelta di modelli previdenziali non corretti, come ad esempio, un aumento eccessivo della contribuzione potrebbe avere conseguenze abbastanza gravi, costringendo, ad esempio, molti colleghi, già provati dalla grave face recessiva in corso, alla cancellazione dal proprio Ordine professionale.

Quelli appena descritti, sono temi particolarmente delicati che riguardano il nostro futuro e quello delle future generazioni di colleghi che verranno ed è per questo che Vi invito, sin da adesso, a contattarmi o a scrivermi. Le vostre riflessioni, i vostri suggerimenti, costituiranno per me un contributo prezioso da rappresentare nelle sedi opportune, e mi daranno, inoltre, la consapevolezza di aver condiviso con Voi scelte estremamente importanti.

 


Gaetano Fatato

 

Delegato ENPACL prov. di Messina

Via Maddalena, 15 isol.147

98123 Messina

 

Tel. 090-2936923

e-mail: fatatogaetano@virgilio.it



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