CASSAZIONE ESCLUDE COMPETENZE FISCALI: CONSIGLIO NAZIONALE PROSEGUE CON AZIONI A TUTELA DEGLI ISCRITTI

Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro con Ancl ed Enpacl emettono nuovi provvedimenti a salvaguardia dei diritti: atto di diffida per arginare eventuale ostracismo

 
 
 
“Sarebbe bastato leggere tutta la normativa vigente per evitare di emettere una sentenza sbagliata. Non a caso è l'unica che va in controtendenza”. Questo il primo commento della presidente del Consiglio Nazionale Marina Calderone, alla sentenza n. 10100/2011 della Cassazione che limiterebbe la competenza fiscale dei consulenti del lavoro.
E' fortemente critica la reazione della Presidente Calderone. «I giudici – ha affermato – sembrano limitare l'attività di consulente del lavoro a quanto dispone la legge istitutiva (12/1979) sul fronte delle norme lavoristiche. Non si tiene conto di tutte quelle competenze fiscali che abbiamo acquisito in condivisione con altre categorie. Inoltre, non ha senso tracciare un confine tra assistenza a lavoratori dipendenti e autonomi. Dal 2005 possiamo patrocinare nel contenzioso tributario. Sarebbe paradossale poter assistere in giudizio un'impresa ma non poterle fornire un minimo di consulenza tributaria. Per questo, ci riserviamo ulteriori iniziative».

Dopo la convocazione straordinaria del Consiglio Nazionale del 19 marzo, estesa ad Ancl e Enpacl, sono state decise le prime azioni conseguenti.
All'orizzonte si profilano una serie di autodenunce per esercizio abusivo della professione al fine di sollecitare i giudici ad esprimersi nuovamente ed in modo più appropriato, vagliando tutta la normativa vigente in materia fiscale per i Consulenti del lavoro (assistenza davanti ai giudici tributari in materia fiscale, attività di intermediari telematici, ecc.).
 
 
 


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